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News | Musei | 19/1/2018
L’Uomo venuto dal ghiaccio: Otzi

L’Uomo venuto dal ghiaccio: Otzi

A poco più di un’ora dal nostro hotel, esiste un Museo che vale davvero la pena di visitare. Si tratta del Museo Archeologico dell’Alto Adige di Bolzano, dove è possibile ammirare una delle mummie più famose del mondo.

Stiamo parlando di Otzi, l’uomo venuto dal ghiaccio. Il suo ritrovamento risale al 19 settembre 1991. Durante un’escursione alpina in alta quota, due turisti tedeschi di Norimberga incappano in un sentiero nella strada in discesa dalla Punta di Finale. Per caso, la loro attenzione viene rapita da un immagine sottostante la superficie ghiacciata sul fondo. Lo sgomento immediato è pervaso dal dubbio di aver ritrovato il cadavere di un uomo. Magari qualche turista sperduto nei meandri di un itinerario finito male.

scoperta-otzi

La foto scattata dai due escursionisti tedeschi. Copyright: Museo Archeologico dell’Alto Adige

Scattano qualche foto portandole all’attenzione delle autorità competenti, sperando di poter aiutare qualche indagine, relativa a qualche denuncia di scomparsa. Dopo attenta analisi e i primi processi di scioglimento della superficie per recuperare il malcapitato, si rendono conto che il corpo supino che intravedono sotto la lastra di ghiaccio, potrebbe in verità avere altra natura.

Ecco che inizia ufficialmente lo scafo archeologico più importante degli ultimi tempi. La squadra di soccorso austriaca non immagina l’importanza del ritrovamento ma ben presto è necessario affidarsi a team di archeologi per dare lustro e tecnicità alla fase di recupero. Il luogo del ritrovamento diventa area protetta da scavi archeologici. Scavi che diventano sempre più complicati a seguito del territorio ostile e mutevole nelle sue condizioni climatiche.

Copyright: Museo Archeologico dell’Alto Adige

Il punto dell’importante scoperta è caratterizzato dalla presenza di ghiacciai e rocce molto grosse a dirimpetto con massicci macigni a strapiombo sugli oltre 3000 metri di altitudine del passo. Quest’ultimo aspetto, la difficoltà di manovra sul territorio, il clima e l’importanza (nonché delicatezza) del reperto, rendono il recupero del corpo una vera e propria impresa.

Impresa che è testimoniata e raccontata in un attento e minuzioso reportage all’interno del museo, nel quale viene raccontata fedelmente l’avventura degli archeologi che per la prima volta si sono ritrovati a scavare nel ghiaccio. Le difficoltà strumentali, gli impervi limiti dell’inverno e la superficie del territorio poco preposta al mantenimento del sito archeologico hanno caratterizzato solo alcune delle peripezie che hanno segnato questo ritrovamento, come uno dei più importanti. Una conquista contro gli ostacoli della natura.

ricostruzione otzi

Ricostruzione fedelissima di Otzi, la mummia conservata presso il Museo Archeologico di Bolzano

Sforzi archeologici che sono valsi la pena. Difatti, da subito, l’equipe ha potuto constatare di quanto il ghiaccio sia stato in grado di conservare perfettamente parti del ritrovamento, regalando prove storiche senza precedenti. Resti di pelle e pelliccia, pelle umana, fibre muscolari, parti di equipaggiamento, capelli, unghie e perfino ciuffi di erba, corde e resti di un arco. L’intero scavo è diventato negli anni, luogo di culto e tappa turistica per i curiosi, oltre che fonte di orgoglio per gli abitanti della zona.

La particolarità di Otzi, è il suo stato di mummificazione naturale, dettata dalla conservazione sotto il ghiaccio, che ha reso il corpo impermeabile e protetto nel corso del tempo, dalla presunta età del rame (3100 A.C.) ad oggi. Intaccato dagli animale e conservato dal passare inesorabile e impietoso del tempo, è ora possibile ammirarne la prova grazie all’esposizione nel Museo Archeologico dell’Alto Adige.

Per informazioni utili e orari d’apertura per visitare Otzi, visita il sito ufficiale www.iceman.it